L'Edizione del 2008


Domenica 7 settembre 2008: Il doppio sprint delle meraviglie

A Rieti arrivano 24 medaglie olimpiche di Pechino, tra cui ben 13 ori. Spalti gremiti, al Guidobaldi si vede una bella cornice di pubblico: “Forse il miglior pubblico di tutte le edizioni”, ricorda Giovannelli. E altissima è l’attenzione dei media, rafforzata dall’exploit di Powell del 2007: diciotto canali internazionali riprendono l’evento che tocca cinque continenti: diretta integrale su Eurosport, Fox Tv, Sky South Africa, Nbc negli Stati Uniti d’America; dirette flash ogni 30’ per il telegiornale di Sky Sport in Italia, diretta di un’ora su Rai3, due ore a Rai SportPiù, diretta e servizi riassuntivi per i notiziari di La7.

Il vortice Bolt è riuscito a far sembrare normalità anche l’impossibile. Asafa Powell torna sul luogo del delitto, sulla pista che un anno prima gli ha regalato il primato del mondo (9”74) dei 100 metri. E questa volta si ripete nella forma, oggi come allora corre più veloce la batteria (9”77) della finale (9”82), ma non nella sostanza, perché il primato resta un miraggio anche se la doppia volata è autentica mirabilia. In una settimana Powell ha infilato una sequenza sui 100 metri mai raccontata da una pista d’atletica: 9”87 a Gateshead sotto al diluvio domenica scorsa, 9”72 a Losanna martedì, 9”83 controvento e contro Bolt a Bruxelles venerdì sera, 9”77 e 9”82 in meno di un’ora a Rieti. Incredibile, eppure lui si rammarica per quella batteria in cui non pensa di aver espresso tutto il proprio potenziale: “Non ho corso come avrei voluto. Io so che devo lavorare molto con la decontrazione e invece ho provato a strafare e alla fine ho pagato. Poi in finale ho pensato di sparare tutto e ho azzardato una falsa partenza che ha pesato sul risultato finale”. Perfezionista Powell, che in batteria, tanto per la statistica, ha ottenuto la volta numero 400 di un uomo sotto ai 10” nella corsa più affascinante che ci sia, confermandosi il più costante ad alta velocità del grande circo mondiale. Un anno esatto prima, la volata di Powell sarebbe stata primato del mondo. Ora è solo una delle tante perle da aggiungere alla statistica. Merito (o colpa?) dell’effetto dirompente che ha avuto la comparsa di Usain Bolt.

L’afa ha aiutato i velocisti e negato a Rieti di gioire dentro al suo regno: il mezzofondo. Troppo caldo e troppo umido anche per Tirunesh Dibaba, l’etiope che in Cina aveva per la prima volta riunito la corona di 5000 e 10000 metri. Aveva dichiarato di voler dare l’assalto al suo recente primato (14’11”15, Oslo, 6 giugno 2008) e ha provato a tener fede alla promessa, sostenuta da un nutrito e caloroso gruppo di connazionali invitato a bordo pista. Ma l’infortunio della lepre russa (Komaiagina) ha fatto saltare i suoi piani, anche se l’ultimo giro corso con classe regale ha regalato spettacolo.

Caldo e umidità non hanno comunque impedito a due grandi interpreti del mezzofondo di stabilire altrettante migliori prestazioni dell’anno: nel miglio femminile l’etiope Gelete Burka ottiene con 4’18”23 anche il record africano mentre nei 3000 uomini il keniano Edwin Cheruiyot Soi s’impone nelle liste del 2008 correndo in 7’31”83.

Bella e combattuta anche la gara del triplo femminile in cui s’impone la russa Tatyana Lebedeva con 14,94 (vento + 0,3) allungando di 2 centimetri il precedente primato del meeting della cubana Savigne. Sul podio, ravvicinatissime, si piazzano Anna Pyatykh (Russia, seconda con 14,91) e Francoise Mbango Etone (Camerun, terza con 14,90).

E mentre Rieti salutava la delusione del suo figlio prediletto (Howe, quarto nel lungo con un modesto 8,01) da Dubnica arrivava la notizia dello show del cubano Darron Robles tra gli ostacoli alti: 12”95 con 1,7 metri al secondo di vento in faccia.

Posizione Iaaf Evaluation: 12° posto.