La Storia
28 agosto 1971: nasce il meeting di Rieti, da un'idea di Sandro Giovannelli. Si è da un paio di settimen celebrata l'undicesima edizione dei campionati europei di Helsinki (Franco Arese medaglia d'oro dei 1500m), e Cagliari dovrebbe accogliere i reduci di quell'importante rassegna. All'ultimo momento, però, i dirigenti locali sono costretti a cancellare l'appuntamento. Si fa avanti, con il coraggio della passione, Giovannelli, che in pochi mesi allestisce il "Meeting Internazionale Città di Rieti". Successo immediato, a suon di record: Edminio Azzaro migliora di un centimetro il suo primato nazionale di salto in alto, portandolo a metri 2,18; Cecilia Molinari eguaglia, con 11"4 sui 100m, l'antico primato italiano di Giusy Leone.
17 settebre 1972: l'olimpiade di Monaco, con il suo doloroso strascico di lutti provocati dal primo clamoroso gesto di terrorismo internazionale, s'è da poco conclusa. A Rieti, gli atleti ritrovano serenità e offrono spettacolo. Franco Arese, correndo con la maglia dell'Alco Rieti, migliora il primato italiano degli 800m in 1'46"6 e Gianni del Buono quello dei 3000m, con il tempo 7'49"4. Da segnalare anche l'exploit di Roberto Pierantozzi, un reatino, terzo nel salto in lungo.
16 settembre 1973: Cecilia Molinari è la protagonista del Meeting: corre i 200m in 23"6, migliorando di un decimo il primato italiano, che era appartenuto, ininterrottamente dal 1955, alla grande Giusy Leone.
1974: il meeting tira il fiato. Nessun record, ma alcuni ottimi risultati. Pietro Mennea vince i 200m in 20"53; il keniano Simon Kimayo realizza un ottimo 13"83 sui 110mH; e il grande californiano Dwight Stones supera i metri 2,25 nel salto in alto.
2 giugno 1975: è un lanciatore, il milanese Angelo Groppelli, a riconfermarsi il miglior pesista italiano, incrementando il suo record nazionale di getto del peso di 1 centimetro: da metri 19,02 a metri 19,03. Ma è Pietro Mennea, il campione d'europa dei 200m, a stupire il mondo sull'inusuale distanza dei 300m: in 32"28 segna la miglior prestazione di sempre in questa gara.
1976: Ottime prove sia nel mezzofondo veloce, con il leggendario keniano Mike Boit a vincere gli 800m in 1'45"00, che nei lanci, con l'ex primatista del mondo John Powell a scagliare il disco a metri 66,90.
1977: è la definitiva consacrazione del meeting di Rieti a livello mondiale. Difatti, gli americani dominano stabilendo numerosa miglior prestazione per lo stadio reatino. I protagonisti: Charlie Foster, 13"69 sui 110mH; James King, 49"46 sui 400mH; Rory Kotynek, metri 2,29 nel salto in alto; Earl Bell, metri 5,50 nel salto con l'asta.
1978: il meeting di Rieti onora la marcia, tradizione italiana, offrendo il palcoscenico a Roberto Buccione che ottiene la miglior prestazione nazionale sulle 2 miglia, nel tempo di 12'43"6. Sara Simeoni, la primatista del mondo del salto in alto, dopo aver superato facilmente i metri 1,98 tenta un nuovo record a metri 2,02: fallisce di un millimetro.
21 luglio 1979: ancora sulla gara dei 300m Pietro mennea riesce a coniugare perfettamente velocità e resistenza: con il tempo di 32"23 stabilisce la miglior prestazione mondiale della distanza, abbassando di 5 centesimi il suo precedente risultato cronometrico stbilito sempre a Rieti il 2 giugno 1975.
31 agosto 1980: per degnamente festeggiare i suoi primi 10 anni di vita, Rieti offre il palcoscenico agli atlei americani che, a causa del boicottaggio decretato dagli USA, non avevano potuto prender parte ai Giochi di Mosca. Edwin Moses, il profeta degli ostacoli, si conferma inarrivabile: vince i 400mH in 48"86.
9 settembre 1981: sono passati appena sette giorni dalla finale della coppa del mondo disputatasi allo stadio Olimpico di Roma. U n grande successo di pubblico per l'atletica, che a anche eletto a suo presidente mondiale Primo Nebiolo. A Rieti, si fanno le cose in grande e si prepara una gara memorabile, quella dei 5000. Il tedesco dell’Est Hansjorg Kunze dotato di spunto micidiale, stabilisce il nuovo primato europeo in 13'10''40. Ma c'è gloria anche per Thomas Wessinhage che in 13'13''47 ottiene il primato dell Germania Ovest e per il carnico Venanzio Ortis che, in 13'19''19, migliora il primato italiano.
1982: La rumena Maricica Puica, quasi figlia adottiva di Rieti, compie una bella impresa agonistica: in 4'17''44 corre il miglio stabilendo il nuovo primato mondiale della distanza. Altrettanto notevole è la corsa, sui 5000, del lombardo Alberto Cova: in 13'13''71 ottine il nuovo record italiano grazie anche al ritmo imposto dall'etiope Wodajo Bulti (13'07''29, terza prestazione mondiale all'epoca, dopo Henry Rono e David Moorcroft).
4 settembre 1983: Steve Ovett, elegante mezzofondista britannico, mostra d'esser il degno erede di una grande tradizione: corre i 1500 in 3'30''77 demolendo il precedente primato 3'31''24 dell'americano Sydney Maree e riprendendosi la corona mondiale che gli era appartenuta dal 1980. Ma ci sono anche applausi per Pietro Mennea vincitore dei 200 metri, in 20''22.
2 settembre 1984: Spettacolo alla pedana del salto in alto, dove si confrontano il tedesco dell' ovest Carl Thranhardt e il sovietico Valery Sereda. Perv entrambi la sfida è ai m 2,39 del cinese Zhu Jan Juan, record del mondo. Sin lassù non ci arrivano ma i m. 2,37 superati da entrambi, costituiscono il nuovo primato europeo. Da notare che nella scia del sovietico e del tedesco altri quattro atleti superano i m. 2,31.
1985: La rumena Maricica Puica stabilisce il nuovo primato della pista reatina 2000 m. nel tempo di 5'30''39.
7 settembre 1986: Igor Paklin, un saltatore in alto di origine siberiana che l'annp precedente, nel corso del universiade di Kobe, ha portato il record mondiale a m. 2,41, ci riprova a Rieti. Deve fermarsi, quando è ormai notte fonda a m. 2,38, ma lo spettacolo è indimenticabile. Tutt'oggi questa misura è il miglior risultato ottenuto sulla pedana reatina. Buone prove degli italiani nel mezzofondo: Gabriella Dorio sui 2000 (5'43''30) e Stefano Mei sui 1500 (3'34''56) stabiliscono due nuovi record nazionali.
8 settembre 1987: Carl Lewis reduce dai mondiali romani, dà spettacolo a Rieti. Il pubblico accorre e si infiamma nel vederlo trionfare sui 100m. in 10''05.ma altrettanto osannata è una delle più grandi atlete della storia la Bulgara Stefka Kostadinova che, pochi giorni giorni prima, è stata incoronata campionessa e primatista del mondo con m.2,09 di salto in alto. A Rieti si conferma inavvicinabile: salta m.2,06.
1988: Said Ermili, un marocchino, domina la gara dei 1000m. stabilendo la miglior prestazione della pista in 2'20''06;gli americani McCoy, Franks, Robinson e Rowe non hanno opposizione nella 4x400correndo e vincendo in 3'03''55.
1989: Si esibisce a Rieti una delle più eleganti velociste della storia della atletica la giamaicana Marlene Ottey. Corre e vince i 100m. in un tempo di valore mondiale 11''04.
9 settembre 1990: Per la ventesima edizione del meeting un grande record italiano quello di Gennaro Di Napoli sui 1500, nel tempo di 3'32''78. Ma anche la presenza di un atleta che diventerà una leggenda: l'americano Michael Johnson. Vince i 400m. in 44''21 risultato finora ineguagliato sulla pista reatina.
6 settembre 1991: Due straordinari campioni sono le attrazioni: la giovane fuoriclasse tedesca Heike Drechsler (est), e Michael Johnson. La prima vince la prova di salto in lungo con una misura, per lei, importante ma non straordinaria : m.7,19; il secondo fa lo stesso sui 200m., imponendosi in 19''98.
6 settembre 1992: la data è da mandare a memoria: Noureddine Morceli,ventiduenne algerino dal temperamento indomabile corre e strabilia sui 1500: 3'28''86, primato del mondo strappato a Said Aouita. Sergei Bubka, l'ucraino volante salta a m.5,92; la russa Irina Privalova domina i 100m. in 10''81. Il meeting di Rieti si classifica tra le migliori riunioni atletiche del mondo.
1993: Noureddine Morceli ritorna a Rieti per completare la sua rincorsa ai record del mondo del mezzofondo veloce. Questa volta va ll'attacco del primato del miglio, che dal 1985 appartiene, con 3'46''32, al britannico Steve Cram. Rincorsa completata: in 3'44''39, complici anche le perfette condizioni atmosferiche della serata reatina (20 gradi, 50 % di umidità), il lavoro delle lepri Reda Abdenouz e Freddie
28 agosto 1994: E' l'edizione che registra l'ingresso del meeting di Rieti da questa edizione Rieti nell'aristocrazia mondiale, divenuto parte del circuito Iaaf Grand Prix II. Ma è anche il giorno in cui l'Amministrazione Comunale consegna le chiavi della città a Noureddine Morceli, insignito della cittadinanza onoraria per aver contribuito a far conoscere Rieti nel mondo (non soltanto atletico). Lo stesso Morceli tenta, per riconoscenza l'inseguimento al record del mondo dei 5000, ma sbaglia forse per un eccesso d'entusiasmo: partenza troppo veloce.
1995: E' tutto pronto per la celebrazione del venicinquennale del meeting. Atleti e atlete sono arrivati in forza da Goeteborg, dove sono appena terminati i campionati del mondo. Ma ci si mette in mezzo la pioggia: pista e pedane sono inondati d'acqua. Il pubblico, però, de la pioggia battente rallenta la festa del venticinquennale. Tantissimi campioni, praticamente i migliori dei mondiali di Goteborg, risposero all’appello di Sandro Giovannelli. Tra questi il primatista mondiale del triplo, il britannico Jonathan Edwards.
1° settembre 1996: l’appuntamento con la storia è solo rimandato, perché il sole torna a splendere sulla pista reatina e sul record mondiale di Daniel Komen, protagonista sui 3000 di una cavalcata trionfale (7.20.67) che ha scritto uno dei primati più inavvicinabili dell’atletica. La ventiseiesima edizione – a rischio fino a pochi prima del Meeting - scrive un altro prezioso record della manifestazione, con il keniano Wilson Kipketer che con il tempo di 1.41.83 scrive anche la sesta prestazione di sempre sul doppio giro di pista.
3 settembre 1997: due le prestazioni da incorniciare, che riscrivono i relativi record del Meeting. Il keniano Moses Kiptanui corre i 3000 siepi in 8.00.54, nei 2000 Venuste Nijongabo (Burundi) corre in 4.49.00.
1998: Morceli torna e vince ancora i 1500, stavolta senza record, con il tempo di 3.33.58, in un’edizione che ha ospitato per l’ultima volta la leggenda cubana del salto in alto Javier Sotomayor, comodo vincitore della gara con 2,31.
5 settembre 1999: dopo i mondiali di Siviglia la pista reatina diventa nuovamente passerella per i campioni. Venti i medagliati in Spagna, tra cui quattro iridati: Michael Johnson (200), Fabrizio Mori (400h), la greca Paraskevi Tsiamita (lungo) e la russa Svetlana Masterkova (1500). Ed ecco un nuovo record mondiale, il sesto nella stori%a del Meeting, firmato da Noah Ngeny sui 1000 con 2.11.96. Un primato ripreso da 7 troupe televisive, raccontato e immortalato da 108 tra giornalisti e fotografi accreditati e vissuto da oltre 7000 spettatori.
3 settembre 2000: la trentesima volta del Meeting è la prima con la tribuna Velino al coperto e viene festeggiata con il record italiano di Andrea Longo, che correndo gli 800 in 1.43.74 si affianca al primato di Marcello Fiasconaro con cronometraggio manuale (1.43.7). Tra i big presenti al campo scuola per spegnere le trenta candeline, anche Sergey Bubka e Michael Johnson: “L’ultima gara prima delle Olimpiadi di Sydney la farò a Rieti. E’ lì che punto a un risultato di valore”, aveva detto Johnson, come se Bruxelles o Berlino fossero in confronto una seconda scelta, vincendo i 400 in 44.46. Per la cronaca, il quindicenne Andrew Howe si affaccia sul Meeting vincendo la staffetta del Trofeo delle Regioni nella categoria Cadetti.
2 settembre 2001: piatto principale del Meeting rimane il mezzofondo, con il marocchino Hicham El Guerrouj che sui 1500 firma una delle più grandi prestazioni di sempre sulla distanza. Intanto il talento di casa si merita una gara tutta per sé, così intorno ad Andrew Howe viene costruita la prima gara giovanile (i 200) inserita nel cartellone principale della manifestazione. Andrew stravince ed il suo 20”91 sarebbe stato il nuovo record italiano Under 18, se il vento non fosse stato un po’ troppo generoso (2,7 metri al secondo). Il 2001 è anche l’anno in cui Milano e la sua Arena provano a strappare il Meeting a Rieti. Operazione fallita: Milano non aveva fatto i conti con la testa dura di Sandro Giovannelli.
8 settembre 2002: è ancora El Guerrouj a regalare le emozioni più forti, stavolta il primato mondiale dei 1.500 trema per davvero, solo 97 centesimi in meno dello strepitoso 3.26.97 corso dal marocchino. La miglior prestazione stagionale sugli 800 arriva grazie a Wilson Kipketer: 1.42.32. Il quattordicesimo primato italiano della storia del Meeting invece è centrato dall’azzurra Magdelin Martinez che nel triplo salta 14,73.
7 settembre 2003: è l’edizione del campione dell’asta Giuseppe Gibilisco che viene applaudito da una tribuna speciale a lui dedicata e sistemata in riva al Velino, di fronte alla pedana del salto. L’azzurro salta 5,60 e 5,81, fallendo poi il nuovo italiano a 5,91.
5 settembre 2004: Sandro
Giovannelli regala al Meeting 12 le medaglie olimpiche di
Atene. E il Financial Times apre il suo inserto settimanale
a otto colonne raccontando del “Guidobaldi” ammazza record.
Tra i big dell’edizione numero 34 il re dei 100 metri, il
giamaicano Asafa Powell, che con il vento in faccia bissa
il successo del 2003. Rispettata la tradizione che vuole
una grande gara degli 800 maschili. In tre scendono sotto
l’1.44: vince il keniano Joseph Mutua con 1.43.35. Ma il
record, stavolta, arriva da un giovanissimo, l’altro
keniano Augustine Kiprono Choge, che fa suo il primato
mondiale Under 18 dei 3000 siepi correndo in 7.36.82.
28 agosto 2005: il Meeting numero 35 si colora d’azzurro con il record italiano di Benedetta Ceccarelli nei 400 ostacoli. La perugina, correndo in 54.79 scalza dal trono Monika Niederstatter e anticipa tre grandi primati mondiali stagionali nel mezzofondo: quello della ragazza del Bahrein Maryam Jamal sui 1500, Wilfred Bungei (Kenia) sul doppio giro di pista e l’altro keniano Bernard Lagat sui 1500. Il punteggio tecnico assegnato dalla Iaaf Evaluation porta Rieti all’11° posto nella classifica mondiale dei meeting.
27 agosto 2006: il Meeting “rinfresca” due dei record italiani più datati, quelli dei 400 metri maschili e femminili. Nel giro di pochi minuti Daniela Reina e Andrea Barberi diventano i nuovi primatisti, la prima corre in 51.18, il secondo in 45.30. E la festa continua con l’idolo di casa, il campione europeo di Goteborg di salto in lungo, Andrew Howe, che vince con 8,36 nonostante il mal di schiena, a 7 centimetri dal primato italiano di Giovanni Evangelisti. Ma non basta: l’edizione 36 scrive le migliori prestazioni mondiali stagionali per gli 800 (con il sudafricano Mbulaeni Mulaudzi) ed i 3000 metri (con il keniano Isaak Songok) e tanti altri risultati di assoluto valore tecnico. Tutto questo, sospinto dall’energia dei 103 volontari, porta Rieti al settimo posto tra le riunioni di atletica di tutto il mondo, dietro solo a Parigi, Zurigo, Bruxelles, Roma, Losanna ed Atene.
9 settembre 2007: Rieti 2007 è l'edizione del record del mondo sul 100m del giamaicano Asafa Powell, che in semifinale lascia a bocca aperta tutto il mondo col suo fantastico 9"74. Ma l’edizione numero 37 è anche quella dei quattro record del Meeting. Nel triplo femminile la cubana Yargelis Savigne arriva a 14,92, precedendo di un soffio la russa Tatyana Lebedeva. Velocissimi gli 800m in rosa, con la keniana Janet Jepkosgei che ferma il cronometro su 1’56”29. Nei 3000m femminili la nuova migliore prestazione dello stadio è quella di Vivian Cheruiyot, che chiude in 8’30”25. Nella prima volta della gara del lancio del martello al Meeting il giapponese Koji Murofushi catapulta l’attrezzo a 82,62 metri. La somma delle prestazioni di Rieti 2008 regala un altro entusiasmante piazzamento del Meeting reatino nella Iaaf Evaluation, la classifica degli appuntamenti stilata dalla Federazione Atletica Internazionale. Si resta nella top ten con un eccellente nono posto.










