Quattro record del Meeting dedicati a Pietro Mennea

Quattro primati del Meeting e tanta commozione per un RietiMeeting che dedica la sua 43esima edizione alla memoria di uno dei suoi interpreti più grandi, Pietro Mennea. Ed è proprio la gara dei 300 metri, che rientra nel programma in omaggio allo sprinter di Barletta, a far registrare il primato del Meeting più atteso, 34 anni dopo il 32″23 di Mennea è il giamaicano Rusheen Mcdonald a riaprire l’albo d’oro di una distanza atipica e affascinante, correndo nel primato mondiale stagionale di 31″97.
Tutti al femminile gli altri acuti di giornata con le migliori prestazioni dello stadio riscritte nei 100 ostacoli con l’australiana Sally Pearson (12″64), nel lancio del disco con la croata Sandra Perkovic (66,12) e nel lancio del martello con la polacca Anita Wlodarczyk (76,57). In evidenza Silas Kiplagat nei 1500 col quarto tempo mondiale dell’anno e l’italiano Matteo Galvan, quattrocentista che ottiene il decimo tempo italiano di sempre sui 200.

Ecco, gara per gara, il riassunto della giornata che ha visto tra i tanti ospiti d’onore le icone Tommie Smith e Alberto Juantorena, qui per commemorare la figura di Mennea, a cui il giornalista e scrittore Giorgio Cimbrico ha dedicato un bel ricordo, letto prima della premiazione dei 300 metri.

Uomini

100: lo statunitense Walter Dix, bronzo olimpico a Pechino nei 100 e 200, sfiora il personale e abbatte il muro dei 10 secondi, vincendo in 9″99 (suo stagionale) su Dwain Chambers e Ryan Bailey.

200: Vittoria per Rasheed Dwyer in 20″30, in una gara che vede il quarto posto per un brillante Matteo Galvan, che ottiene il suo secondo personale nel giro di due giorni, dopo il 45″35 sui 400 di Bruxelle si migliora anche nel mezzo giro di pista, portandolo a 20″50, un decimo in meno del suo limite precedente, decimo tempo italiano all-time.

300: nel ricordo di Pietro Mennea, a 34 dalla sua migliore prestazione mondiale corsa sulla pista del Guidobaldi, è il giamaicano Rusheeen Mcdonald a imporsi con un 31″97 che rappresenta anche la migliore prestazione mondiale dell’anno ed il primato del Meeting. La gara, che ha visto anche il terzo posto del reatino Lorenzo Valentini, sarà inserita stabilmente nel programma tecnico dei Meeting futuri.

800: record nazionale del Qatar per il ventiquattrenne Musaeb Balla che si inserisce nell’albo d’oro di una delle gare più veloci del Meeting con il tempo di 1’43″93. Sulla sua scia, al quinto posto, primato d’Ungheria per Tamas Kazi.

1500: Silas Kiplagat (Kenia, 3’30″13, quarto tempo dell’anno) traina un grande 1500 con quattro record stagionali, altrettanti primati personali e un record nazionale, quello del sudafricano Johan Cronje, secondo in 3’31″93.

3000: il keniano Edwin Cheruiyot Soi in 7’36″53 vince in volata sullo statunitense Ben True e sul connazionale Cyrus Rutto, entrambi al personale rispettivamente in 7’36″59 e 7’37″57.

110h: s’impone il britannico dal nome azzurro Gianni Frankis in 13″62.

Salto triplo: pronostico rispettato per il vicecampione mondiale di Mosca, il cubano Pedro Pichardo, che sotto gli occhi del mito Juantorena la spunta con 16,56 (+ 0,3) sul russo Alexey Fedorov (16,52). Solo sesto l’azzurro Fabrizio Schembri (16,18).

Lancio del martello: l’ungherese Krisztian Pars con 79,80 si prende la rivincita sull’iridato Pawel Faydek, secondo con un solo lancio valido (76,29). Al terzo posto Szymon Ziolkowski (75,30). Il capitano azzurro Nicola Vizzoni è quarto con 74,50.

Lancio del Peso: basta un lancio a 20,30 al campione olimpico di Londra, il polacco Tomasz Majewski per fare sua la gara.

 

Donne

200: Carrie Russell (Jamaica) si migliora decisamente, portando il personale a 22″62 in una gara che ha visto anche il progresso di Elena Bonfanti (quinta in 23″82).

400: vince in 50″ netti la giamaicana Stephanie McPherson, quarta ai mondiali di Mosca, con un tempo vicinissimo al suo primato di 49″92.

800: in tre scendono sotto i 2 minuti. E’ la sudafricana Caster Semenya a firmare il tempo migliore siglando il personale stagionale di 1’58″92. Dietro la campionessa del mondo di Berlino e vice campionessa olimpica, in grande spolvero Nelly Jepkosgei (Kenya, personale di 1’59″40) e l’ucraina Nataliya Lupu (1’59″52).

3000: Mercy Cherono (Kenia) s’impone correndo in 8’35″97 una gara vivace che ha visto ben 8 primati personali tra le sue interpreti, a cominciare da quello dell’altra atleta degli altipiani, Sylvia Kibet (8’37″47).

100h: altro primato del Meeting riscritto grazie al 12″64 della campionessa olimpica di Londra e argento mondiale a Mosca, Sally Pearson. L’australiana si lascia alle spalle nettamente la giamaicana Andrea Bliss (12″93).

Salto in alto: Irina Gordeyeva (1,99) batte Anna Chicherova (1,96) e si aggiudica il derby russo ad alta quota con il personale stagionale.

Lancio del martello: Anita Wlodarczyk festeggia tre volte: vittoria del Meeting, record dello stadio e successo nella classifica del circuito Hammer Throw Challenge. Il suo 76,57 frantuma il precedente record della manifestazione con un miglioramento di 99 centimetri.

Lancio del disco: ritocca due volte il primato del Meeting la campionessa olimpica e mondiale Sandra Perkovic. il 65,79 della prima prova e soprattutto il 66,12 della quarta riscrivono la migliore prestazione dello stadio, detenuta dalla tedesca Franka Dietzsch (65,38, 2006).

 

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Il Meeting visto da Giorgio Cimbrico

Il Meeting visto da Giorgio Reineri

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