Rieti – Medaglia d’argento mondiale ad Edmonton 2001 e di bronzo a Parigi 2003 sugli ostacoli bassi, oro olimpico nella 4x400 con la sua Russia l’anno passato, campionessa mondiale pochi giorni fa ad Helsinki ancora sui 400 ad ostacoli; con la ciliegina di un primato mondiale (52.34), nella sua specialità, che da due anni abbondanti appare inavvicinabile.
Per Yulia Pechonkina (Yuliya Nosova prima del matrimono con l’ostacolista Yevgeniy Pechonkin ndr) che ad Helsinki ha festeggiato la sua prima medaglia d’oro individuale, parla un palmares incredibile che pone la ventisettenne siberiana di Krasnoyarsk ai vertici dell’atletica mondiale moderna.
Toccherà anche a lei, domenica 28 agosto allo Stadio Raul Guidobaldi di Rieti, dare lustro con la propria prestazione all’edizione numero 35 del Rieti 2005 IAAF Grand Prix Meeting: dopo le stelle dei 3000 siepi maschili e femminili, a caccia di grosse prestazioni cronometriche nel piccolo tempio sabino del mezzofondo, toccherà anche alla Pechonkina regalare al pubblico del Guidobaldi un riscontro cronometrico di valore.
Una ritoccata al 52.34 con cui l’8 luglio 2003 la campionessa venuta dal freddo stabilendo a Tula il record mondiale appare, sinceramente, improbabile: ma una discesa sotto il muro dei 53’’ – il mondiale stagionale, proprio della Pechonkina, è il 52.90 con cui è salita sul gradino più alto di Helsinki – potrebbe essere alla portata.
L’ellisse del “Guidobaldi”, nella stessa gara, potrebbe diventare territorio di caccia al record anche per l’Azzurra Benedetta Ceccarelli che ad Helsinki ha mancato di un soffio l’accesso alla finale correndo il 55.41, suo primato stagionale: il 55.10 con cui Monika Niederstatter detiene ancora oggi il primato italiano resiste dai Mondiali di Siviglia ’99, la 25enne di Perugina – un personale di 55.14 nel 2004 - sembra la persona giusta per scalzare l’altoatesina dalla cima delle liste nazionali all time.