Ogunode 9″93, la pioggia non rallenta il Meeting

Una pioggia inaspettata bagna l’edizione 45 del Rietimeeting ma non impedisce di stabilire alcune prestazioni di alto livello. Così come venti anni fa, quando si festeggiò il mezzo secolo di gare sotto l’ombrello in una delle rassegne più ricche di campioni, per il Meeting è arrivato un altro pomeriggio con luci artificiali e pista inzuppata.

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Poco importa al qatariota di origini nigeriane Femi Ogunode, che riesce ad abbattere per la ventesima volta nella storia della manifestazione il muro dei 10”00 sui 100 metri orfani di Justin Gatlin, correndo in 9”93. In seconda posizione il giamaicano Nesta Carter (10”05), mentre per lo statunitense Walter Dix e il francese Christophe Lemaitre arrivano rispettivamente un quinto e sesto posto.

Arriva un bel primato del Meeting nella gara del lancio del giavellotto, con il ventiseienne tedesco Lars Hamann capace di scagliare l’attrezzo alla ragguardevole misura di 84,26 ritoccando di 6 centimetri sia il precedente record (del greco Konstadinos Gatsioudis, Rieti 1999) sia il proprio personale. Molto vicino al tedesco, il nipponico Ryohei Arai, che si ferma solo 13 centimetri più in dietro.

Vittorie come da pronostico per il campione olimpico di Londra 2012 Taoufik Makhloufi sui 1500 (3’35”53). Nel doppio giro di pista per l’argento iridato, il polacco Adam Kszczot, che sfrutta il buon lavoro dei peacemaker e si aggiudica la gara in 1’44”82. In sei scendono sotto i 2 minuti nella gara degli 800, con in testa l’atleta del Burundi Francine Niyosaba che non va molto lontana dal primato del meeting correndo il suo stagionale 1’57”62 in una gara in cui è solo quarta la campionessa mondiale di Pechino, la bielorussa Marina Arzamasova (1’58”93).

Primato della manifestazione sfiorato anche per la gara dedicata a Pietro Mennea: sui 300 si migliora il giamaicano Rusheen McDonald che con 31”94 arriva a un solo centesimo dal tempo che un anno fa ottenne il polacco Karol Zalewski.

Il Meeting aveva vissuto una prestigiosa anteprima con il martello che sabato ha aperto il programma proponendo l’ultimo atto del circuito Challenge: successo come da pronostico per il campione del mondo di Pechino, il polacco Pawel Fajdek, con 80,96.

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Il Meeting visto da Giorgio Cimbrico

Il Meeting visto da Giorgio Reineri

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