39° IAAF Grand Prix Meeting

Il meglio di Rieti 2008

Il favoloso doppio sprint di Asafa Powell, le due migliori prestazioni dell’anno (miglio femminile e 3000 uomini), il record del meeting riscritto nel triplo femminile e quello “inaugurato” nel triplo in rosa. Queste le “perle” con cui Rieti 2008 regala spettacolo ai settemila di uno stadio Raul Guidobaldi mai così pieno, nell’edizione numero 38 di un evento che ha visto ventiquattro medaglie olimpiche ben distribuite dal direttore Sandro Giovannelli in diciotto, grandissime gare.
Il velocista giamaicano, atleta copertina del Meeting, un anno dopo lo storico primato dell’edizione passata compie l’ennesima impresa accoppiando due tempi favolosi (9”77 in semifinale, 9”82 meno di un’ora dopo, dopo una falsa partenza) nonostante il suo
fisico abbia sopportato una settimana intensa, con tempi da favola anche in condizioni proibitive, come a Bruxelles. Nel caldo pomeriggio reatino (temperature insolite, da queste parti) il mezzofondo torna protagonista con i due primati stagionali: il primo nel miglio femminile dove l’attacco al record della russa Svetlana Masterkova (4’12”56) ha fruttato all’etiope Gelete Burka anche il primato africano di 4’18”23; il secondo firmato dal keniano Edwin Cheruiyot Soi, che ha chiuso in 7’31”83 tirando il treno lungo del Kenia che ha piazzato subito dietro Matebo, Ndiwa e Songok. Molto rammarico nei 5000 che la due volte campionessa olimpica (su 5 e 10000) Tirunesh Dibaba aveva scelto per abbattere il suo primato (4’11”15, Oslo 6 giugno 2008). La rincorsa al primato si è infatti dovuta arrendere per un problema fisico capitato alla seconda lepre. La Dibaba, sostenuta da una folta rappresentanza della comunità di suoi connazionali, è stata protagonista di un passaggio ai 3000 in linea col ruolino di marcia necessario, ma si è trovata sola là davanti troppo presto, chiudendo in 14’23”46.
Passando al libro dei primati dello stadio, in una sfida molto equilibrata, il triplo balzo dell’argento di Pechino Tatyana Lebedeva a 14,94 migliora di due centimetri il precedente limite del meeting che apparteneva alla cubana Yargelis Savigne (2007).
La Lebedeva ha avuto la meglio superando di soli tre centimetri la connazionale Pyatykh e di quattro la campionessa olimpica
Francoise Mbango Etone. La gara del martello femminile, per la prima volta in programma, vede prevalere l’argento olimpico Yipsi Moreno che ha scagliato l’attrezzo a 74,71 metri, battendo la bielorussa Darya Pchelnik e la polacca Anita Wlodarczyk.
Bello il 1500 in cui Bernard Lagat avvicina il primato stagionale in una gara dai passaggi velocissimi e chiude in 3’32”75 dimostrando tutta la sua classe, inespressa agli ultimi Giochi.
Si accende solo sul finale la gara del lungo maschile, dove lo statunitense Miguel Pate ha la meglio atterrando a 8,21: solo quarto l’idolo di casa Andrew Howe che non esce di certo soddisfatto del suo misero 8,01, saltato dopo tre nulli.
Come a Pechino, ci sono i colori caldi della Giamaica a dominare le gare corte: Shelly Ann Fraser conferma i pronostici che la vedevano favorita sui 100m. La campionessa olimpica batte la sua connazionale Kerron Stewart di 5 centesimi fermando il cronometro sugli 11”06; Shericka Williams fa sua la gara dei 200m con 22”50 mentre l’oro olimpico dei 400h Melanie Walker coglie l’ennesima affermazione chiudendo in 55”01.